Come scegliere guanti anticorte adeguati? Le chiavi per una selezione professionale.

Postato22/05/2026

Nel settore industriale, le lesioni alle mani continuano a rappresentare una percentuale critica degli infortuni sul lavoro. Per questo motivo, nell'ambito della protezione sul lavoro, scegliere un guanto anti-taglio è una decisione vitale che deve essere presa basandosi sulla qualità di questo tipo di Dispositivo di Protezione Individuale (DPI), e che richiede un'analisi tecnica approfondita dei rischi, dei materiali e della normativa europea vigente.

Di seguito, ti offriamo questa guida esaustiva per selezionare i guanti anti-taglio idonei per il tuo team, garantendo la massima sicurezza sul lavoro senza sacrificare la produttività né l'ergonomia.

Introduzione alla protezione anti-taglio della mano

La protezione contro il taglio ha subito una rivoluzione tecnologica nell'ultimo decennio. Sono finiti i giorni in cui un guanto spesso di cuoio era l'unica opzione per proteggere le mani. Oggi, i tessuti tecnici consentono alti livelli di resistenza con spessori minimi, il che si traduce in una maggiore sensibilità e comfort per l'operatore.

Tuttavia, questa varietà di opzioni genera una domanda frequente nei dipartimenti di prevenzione dei rischi: Come scegliere il guanto giusto tra tanta varietà di fibre e rivestimenti? La risposta tecnica risiede nel incrociare i dati della valutazione dei rischi dell'azienda con le certificazioni del produttore secondo il quadro normativo dell'Unione Europea.

Spiegazione tecnica: fibre, rivestimenti e normative dei guanti anti-taglio

Per scegliere correttamente, è indispensabile comprendere la fisica del guanto: di cosa è fatto (supporto tessile) e come interagisce con l'ambiente di lavoro (rivestimento).

1. Le fibre tecniche 

La resistenza intrinseca al taglio è determinata dai fili utilizzati nel tessuto del guanto:

  • HPPE (Polietilene ad alte prestazioni): offre un'eccellente relazione resistenza-peso. È un materiale fresco al tatto, molto flessibile e fornisce livelli di taglio medio-alti (Livelli C e D secondo TDM). È l'opzione standard per montaggi e industria leggera.

  • Kevlar® e fibre aramidiche: fibre sintetiche che combinano un'alta resistenza al taglio con una proprietà unica: resistenza termica. Se l'operatore maneggia pezzi taglienti che sono anche caldi (come nell'iniezione di plastica o saldatura leggera), le aramidiche sono obbligatorie.

  • Fili in acciaio inossidabile e fibra di vetro: per raggiungere i livelli massimi di protezione (Livelli E e F), le fibre di HPPE o aramidica vengono intrecciate attorno a un nucleo di filo d'acciaio o filamenti di vetro. Questo aumenta esponenzialmente la resistenza al taglio per ghigliottina o bordi vivi estremi.

2. I rivestimenti 

Il rivestimento del palmo determina come si comporta il guanto in presenza di fluidi e superfici:

  • Poliuretano (PU): ideale per ambienti asciutti. Offre una sensibilità tattile ineguagliabile dando un effetto di seconda pelle e non rilascia pelucchi, rendendolo idoneo per lavori in elettronica, automotive e assemblaggi di precisione.

  • Nitrile liscio o foam: il nitrile liscio è una barriera eccellente contro oli e grassi. Il nitrile foam (spugnoso) assorbe i fluidi dalla superficie, agendo come una ventosa che evita scivolamenti pericolosi durante la manipolazione di pezzi unti.

  • Lattice: fornisce la massima presa in ambienti umidi o asciutti (costruzione, manipolazione del vetro), ma deve essere evitato a contatto con oli e idrocarburi, poiché questi degradano rapidamente il materiale.

3. Il quadro normativo europeo

Qualsiasi guanto anti-taglio deve essere certificato secondo la EN ISO 21420 (requisiti generali per guanti) e, obbligatoriamente, secondo la EN 388:2016+A1:2018 (rischi meccanici).

Come dettagliato nella nostra guida alla norma EN 388, il valore critico per un guanto anti-taglio è la quinta posizione del marchio (Prova TDM secondo ISO 13997), espresso in lettere dalla A alla F. Non fidarti mai di un guanto il cui marchio TDM sia una "X" se il rischio di taglio nel posto di lavoro è reale e severo.

Quando si usa ogni tipo di guanto anti-taglio

La selezione del guanto deve rispondere a un equilibrio: tanta protezione quanto necessaria, tanta destrezza quanto possibile. Una sovraprotezione non necessaria (ad esempio, usare un livello F rigido per avvitare pezzi micro-meccanici) provoca che il lavoratore si tolga il guanto a causa della fatica, generando un rischio maggiore.

Classificazione d'uso secondo il livello TDM (ISO 13997):

  • Livelli A e B (forza di taglio da 2N a 5N): vengono utilizzati in lavori con basso rischio di taglio, manipolazione di componenti piccoli senza bordi, imballaggio, attività di magazzino generale e manutenzione leggera.

  • Livelli C e D (forza di taglio da 10N a 15N): è lo standard dell'industria manifatturiera e automobilistica. Adatto per la manipolazione di lamiere metalliche sottili, plastiche con sbavature, lavori di costruzione e manipolazione di strumenti manuali affilati.

  • Livelli E e F (forza di taglio da 22N a 30N o superiore): destinati a situazioni di rischio estremo come lavori nell'industria del vetro, presse di stampaggio metallico, impianti di riciclaggio dei rifiuti (dove è presente vetro e lattine) e operazioni di disosso nell'industria della carne.

Esempi di prodotti e soluzioni in Sekureco.eu

Per facilitare la navigazione e le informazioni tecniche sui nostri prodotti, classifichiamo le soluzioni di protezione manuale in categorie specifiche adattate alle esigenze reali dell'industria:

  1. Per lavori che richiedono tatto e protezione media: i guanti tessili in HPPE con rivestimento in poliuretano mantengono un'eccellente flessibilità per compiti di assemblaggio meccanico. Puoi esplorare il modello Guanto anti-taglio C in poliuretano Safetop.  

  2. Per la manipolazione di componenti unti: I modelli con supporto anti-taglio in fibre miste e rivestimento in nitrile micro-poroso offrono la frizione necessaria per evitare incidenti da caduta di pezzi pesanti.

  3. Per il massimo livello di pericolosità (Bordi vivi e cristalli): disponiamo di guanti con tecnologia di filo d'acciaio intrecciato che garantiscono un livello F. Esplora tutta la categoria di Guanti anti-taglio e scegli i modelli che meglio si adattano al tuo lavoro. 

Domande frequenti sui guanti anti-taglio e i loro livelli di protezione

1. Qual è la differenza tra il livello di taglio 5 (vecchio) e il livello F (attuale)?

Il vecchio livello 5 veniva misurato con il test Couptest (lama circolare rotante). Se le fibre del guanto affilavano la lama, il risultato era impreciso. L'attuale livello F viene misurato con il test TDM (lama dritta con pressione costante in Newton), essendo un test infinitamente più realistico e impegnativo per ambienti ad alto rischio.

Qual è la differenza tra il livello di taglio 5 e il livello F dei guanti anti-taglio

2. I guanti anti-taglio proteggono contro le perforazioni di aghi o punzoni?

Non necessariamente. La resistenza al taglio (lama che scivola) è meccanicamente distinta dalla resistenza alla perforazione (oggetto appuntito che preme perpendicolarmente). Un guanto può avere un livello F di taglio e un livello 1 molto basso in perforazione. Per aghi, cerca certificazioni specifiche secondo la norma ASTM F2878.

3. Lo spessore di un guanto anti-taglio determina la sua sicurezza?

Assolutamente no. Grazie a materiali come il polietilene ad alta densità (HPPE) o le fibre di vetro avanzate, un guanto molto sottile di calibro 18 (filo ultrafine) può offrire un livello D o E di taglio, superando guanti di cuoio tradizionali che sono tre volte più spessi e pesanti.

4. Cosa significa il numero di calibro (gauge) in un guanto?

Il calibro indica il numero di maglie per pollice. Maggiore è il numero di calibro (ad esempio, calibro 15 o 18), più sottile, leggero e flessibile sarà il guanto, migliorando la destrezza dell'operatore. I calibri più bassi (come 10 o 13) producono guanti più spessi e pesanti.

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